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Breaking News = Opportunità di utili 
Utilizza notizie in tempo reale, analisi, previsioni e segnali, per mettere a punto una strategia di successo

Calendario Economico

Il calendario economico è una delle risorse più efficaci a disposizione di chi opera in opzioni binarie. Consente agli investitori di individuare gli eventi che movimentano il mercato, in grado di influenzare l’andamento di azioni, indici, materie prime o coppie di valute estere.

 

Utilizza il nostro calendario economico per rimanere aggiornato e conoscere la data e l’ora dell’evento in grado di generare utili.

Report sul mercato globale

I report sul mercato globale permettono di analizzare lo stato globale di valute straniere, materie prime, indici e azioni. Questi report sono un’altra risorsa efficace da utilizzare per scegliere l’asset da scambiare e il momento giusto per farlo.

Scritto ogni giorno prima che i mercati aperti, le opzioni binarie quotidiano vi offre uno sguardo all’interno di come i mercati – e attività – si comportano; Inoltre, i principali eventi economici che si verificano ogni giorno vi permettono di focalizzare la vostra strategia su attività più probabilità di essere colpiti dalla notizia.

01-12-2016

01 Dec 2016

1 dicembre 2016

 

Orario (GMT) Valuta Evento Precedente Previsione
00:50 JPY Spesa capitale q/y 3.1% -0.4%
01:30 AUD Spesa capitale privata q/q -5.4% -2.8%
01:30 JPY PMI manifatturiero finale 51.1 51.1
02:00 CNY PMI manifatturiero 51.2 51.0
02:00 CNY PMI non manifatturiero 54.0
02:45 CNY PMI manifatturiero Caixin 51.2 50.9
10:00 EUR PMI manifatturiero finale 53.7 53.7
10:30 GBP PMI manifatturiero 54.3 54.4
14:30 USD Richieste di sussidi di disoccupazione 251K 252K
16:00 USD PMI manifatturiero ISM 51.9 52.1

 

Analisi dei mercati globali

I mercati asiatici sono stati contrastati in chiusura, dopo aver aperto in positivo in reazione alla forza registrata nella notte a Wall Street, ma hanno risentito del calo dei prezzi delle materie prime e delle preoccupazioni per l’andamento futuro dei prezzi del greggio. L’azionario cinese ha subito particolari pressioni dal calo dei prezzi delle materie prime e dalla forza dello yuan, con lo Shanghai Composite che ha chiuso la giornata in ribasso dell’1.00%, sottoperformando la regione. Ad Hong Kong, l’Hang Seng è rimasto forte, guadagnando lo 0.23% grazie all’entusiasmo per il lancio a dicembre del collegamento tra la borsa di Shenzhen e di Hong Kong. L’azionario australiano è calato in reazione alla debolezza delle materie prime e del greggio, chiudendo la giornata con una perdita dello 0.31%. Il Nikkei giapponese ha registrato una seduta contrastata, chiudendo sostanzialmente ai livelli iniziali a +0.01%. A Singapore lo Straits Times ha sovraperformato la regione asiatica, avanzando dello 0.86%, mentre il Kospi di Seul ha chiuso in positivo dello 0.26%. I mercati europei hanno chiuso in ampio rialzo, con i guadagni del comparto energetico che hanno contribuito positivamente alla performance, dopo che l’OPEC ha annunciato un taglio della produzione di 1.2 milioni di barili al giorno. Lo Stoxx Europe 600 ha chiuso a +0.31%, con il DAX di Francoforte che è cresciuto dello 0.19% e il CAC 40 di Parigi che è avanzato dello 0.59%. Anche il FTSE di Londra è avanzato dello 0.17% grazie al rally del comparto energetico, anche se il calo di Royal Bank of Scotland, che ha fallito gli stress test bancari, ha pesato sulla performance. Gli investitori americani non hanno risentito del rally del greggio, con i principali indici che hanno chiuso in ampio ribasso dopo che l’USD ha ripreso ad avanzare. Lo S&P 500 ha così chiuso in ribasso dello 0.26%, il Dow è rimasto piatto con un lieve rialzo dello 0.01% e il Nasdaq è calato dell’1.05% in seguito alla debolezza estrema del settore tecnologico.

 

FOREX

EUR – Mercoledì l’euro è calato nei confronti dell’USD e GBP, dal momento che l’inflazione dell’area euro è cresciuta ai massimi del 2014, ma rimane comunque ben sotto al target del 2% definito dalla BCE. Nei confronti dello yen, l’euro si è rafforzato significativamente, dal momento che i trader hanno scaricato gli asset rifugio.

GBP – Mercoledì la sterlina è avanzata nei confronti dello yen e più modestamente nei confronti dell’USD, ma è scivolata sull’euro.

USD – Mercoledì l’USD è tornato ad essere caratterizzato da una certa forza a fronte delle vendite che hanno interessato le Treasury. Alla fine della seduta l’USD si è rafforzato nei confronti dello yen e dell’euro, ma è calato modestamente nei confronti della sterlina.

JPY – Mercoledì lo yen è calato fortemente nei confronti delle sue controvalute, dal momento che il rally del greggio ha portato ad un aumento della propensione al rischio e un conseguente abbandono degli asset rifugio come lo yen da parte dei trader.

TRY – Mercoledì la lira si è per lo più indebolita, calando nei confronti di tutte le maggiori valute, ad eccezione dello yen, contro cui la moneta turca si imposta.

RUB – Il rialzo del greggio di mercoledì ha trainato il rublo, che si è andato ad imporre ampiamente nei confronti delle sue controvalute.

 

Materie prime

Metalli – Mercoledì i metalli preziosi sono scivolati ulteriormente, con i trader che si sono portati verso asset di rischio dopo la decisione dell’OPEC di tagliare la produzione. L’oro con consegna a febbraio è scivolato di $16.90, pari all’1.4%, attestandosi a $1173.90, a fronte di una perdita mensile del 7.9%. L’argento con consegna a marzo è calato di $0.25, pari all’1.5%, attestandosi a $16.48 per oncia per una perdita mensile del 7.6%.

Petrolio – Mercoledì il greggio è avanzato, registrando il miglior guadagno percentuale giornaliero da febbraio e toccando un massimo di cinque settimane ad un passo dai $50 al barile dopo che l’OPEC ha annunciato che avrebbe tagliato la produzione di 1.2 milioni di barili al giorno. Questo è stato il primo taglio alla produzione dell’OPEC degli ultimi otto anni, con il rally del greggio supportato dai paesi non OPEC, che hanno accettato di tagliare la produzione di 600.000 barili al giorno. Il greggio WTI con consegna a gennaio è avanzato di $4.21, pari al 9.3% alla notizia, attestandosi a $49.44 al barile.

 

Indici

S&P500 – Lo S&P ha aperto al rialzo, ma è scivolato stabilmente per tutta la giornata in reazione al rafforzamento dell’USD. In chiusura l’indice era ancora in negativo dopo il tentativo fallito di avanzare durante l’ultima ora di contrattazioni. Lo S&P 500 ha così chiuso la giornata in ribasso dello 0.27% a fronte di un ampio calo della borsa americana.

DAX – Il DAX è avanzato in apertura e dopo aver ceduto parte dei guadagni iniziali, si è attestato in un intervallo di trading piuttosto ristretto a livello giornaliero. In chiusura l’indice è avanzato dello 0.19%, in un contesto segnato dal taglio della produzione dell’OPEC e di aumento dell’inflazione nell’UE.

Nikkei – Il Nikkei ha aperto in solido rialzo, ma il mercato è poi divenuto contrastato. L’indice giapponese è stato scambiato con fare altalenante, per lo più rimbalzando dalla linea di parità prima di chiudere a +0.01%.


Azioni

Exxon Mobil Corporation – Questo produttore integrato di petrolio e gas è stato supportato mercoledì dal forte rally dei prezzi del greggio, che fanno seguito alla decisione dell’OPEC di tagliare la produzione di 1.2 milioni di barili e introdurre un tetto giornaliero di 32.4 milioni di barili. Il titolo è avanzato dell’1.63%, chiudendo a $87.30 per azione, che colloca il titolo sotto alla resistenza di $89 che sbarra la strada al rialzo del titolo Exxon da inizio agosto nonostante il rialzo del greggio. Bisognerà attendere di vedere se il taglio alla produzione dell’OPEC sarà sufficiente per supportare una violazione di tale resistenza che, come da noi previsto, spianerebbe la strada fino alla prossima resistenza solida a $95 per azione.

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30-11-2016

30 Nov 2016

30 Novembre 2016

 

Orario (GMT) Valuta Evento Precedente Previsione
00:50 JPY Produzione industriale preliminare m/m 0.6% 0.2%
06:00 JPY Avvii di nuove case y/y 10.0% 11.5%
08:00 EUR Vendite al dettaglio in Germania m/m -1.4% 1.0%
08:00 GBP Risultati degli stress test bancari
08:00 GBP Rapporto di stabilità finanziaria della BOE
Tutto il giorno ALL Vertice OPEC
11:00 EUR IPC stime flash y/y 0.5% 0.6%
13:30 EUR Intervento del Presidente della BCE Draghi
14:15 USD Variazione occupazionale extra agricola ADP 147K 161K
14:30 CAD PIL m/m 0.2% 0.1%
14:30 USD Spesa personale m/m 0.5% 0.5%
15:45 USD PMI Chicago 50.6 52.1
16:00 USD Vendite di abitazioni esistenti m/m 1.5% 0.3%
16:30 USD Scorte di petrolio greggio -1.3M
20:00 USD Libro Beige

 

Analisi dei mercati globali

Martedì i mercati sono stati scambiati per lo più al ribasso in Asia, dal momento che la debolezza registrata nella notte dai mercati globali ha pesato sulle piazze asiatiche l’indomani, con gli investitori che nutrono preoccupazioni sulla scena politica europea e sul futuro dei prezzi del greggio dopo l’incontro di mercoledì dell’OPEC. L’Hang Seng di Hong Kong ha sottoperformato l’Asia, calando dello 0.41% nonostante l’andamento positivo dello Shanghai Composite cinese, che è riuscito a chiudere in rialzo dello 0.18%. Lo S&P/ASX 200 australiano è avanzato per gran parte della giornata in una seduta contrastata, ma le vendite durante l’ultima ora di contrattazioni hanno spinto il mercato nuovamente in negativo, per una chiusura in ribasso dello 0.13%. Il Nikkei giapponese ha aperto in ribasso e, nonostante lo yen sia calato nei confronti dell’USD, non è riuscito ad entrare in territorio positivo prima della chiusura a -0.27%. Il Kospi di Seul è avanzato dello 0.01%, mentre lo Straits Times di Singapore è cresciuto dello 0.16%. I mercati europei non sono riusciti a trovare una chiara direzione durante le prime fasi della giornata di martedì, dal momento che le preoccupazioni di natura politica e l’imminente decisione dell’OPEC ha pesato sul sentiment degli investitori. I mercati sono avanzati nel pomeriggio dopo l’apertura positiva di Wall Street, con lo Stoxx Europe 600 che ha chiuso in positivo dello 0.25%. Il DAX di Francoforte è avanzato dello 0.36%, il CAC 40 di Parigi è cresciuto dello 0.91%, mentre il FTSE di Londra è calato dello 0.40%, cedendo terreno per la seconda seduta consecutiva in seguito ai timori per l’andamento futuro dei prezzi del greggio. I mercati USA hanno chiuso in positivo, ma comunque in calo rispetto ai massimi intraday, dal momento che i timori per il greggio hanno pesato sui guadagni maturati in seguito ai dati economici positivi riportati. Lo S&P 500 ha chiuso in positivo dello 0.13%, il Dow è cresciuto dello 0.12% e il Nasdaq è avanzato dello 0.21%.

 

FOREX

EUR – Martedì l’euro si è ripreso dai minimi intraday, rafforzandosi nei confronti dello yen e dell’USD, ma scambiato al ribasso sulla sterlina, nonostante le continue preoccupazioni per la salute delle banche italiane e per il referendum costituzionale di domenica.

GBP – Martedì la sterlina si è imposta ampiamente, dal momento che i timori dei trader di una possibile hard Brexit sono nuovamente rientrati.

USD – Martedì l’USD si è imposto sullo yen, ma ha chiuso in calo nei confronti dell’euro e della sterlina dopo essere arretrato dai massimi intraday.

JPY – Martedì lo yen ha riaffermato la propria debolezza ad ampio spettro, nonostante rimanga un certo clima di avversione al rischio a causa delle preoccupazioni per i prezzi del petrolio alla luce dell’incontro previsto per mercoledì dell’OPEC.

TRY – Martedì la lira è stata contrastata, in quanto si è ripresa nei confronti dello yen e, in misura minore, nei confronti dell’USD, ma si è indebolita nei confronti dell’euro e della sterlina.

RUB – Martedì il rublo si è indebolito ampiamente in reazione alle preoccupazioni per l’imminente incontro dell’OPEC e il calo di quasi il 4% del greggio durante la giornata.

 

Materie prime

Metalli – Martedì i metalli preziosi sono stati contrastati e caratterizzati da movimenti contenuti a causa della cautela dei trader. L’oro con consegna a febbraio ha ceduto $3.00, pari allo 0.3%, attestandosi a $1190.80 per oncia, mentre l’argento con consegna a marzo ha chiuso in positivo di $0.065, pari allo 0.4%, attestandosi a $16.74 per oncia.

Petrolio – Il greggio è calato fortemente martedì dopo che i trader sono rimasti scettici di un’effettiva implementazione del tetto di produzione da parte dell’OPEC all’incontro di oggi. Il greggio WTI con consegna a gennaio è calato di $1.85, pari al 3.9%, attestandosi a $45.23 al barile.

 

Indici

S&P500 – Lo S&P è avanzato lentamente e stabilmente per tutta la mattinata e gran parte del pomeriggio, toccando i massimi intraday in tardo pomeriggio, prima di calare a seguito dei timori legati all’incontro odierno dell’OPEC, che hanno mandato in secondo piano i solidi dati economici pubblicati nella mattinata americana di ieri. Lo S&P è riuscito comunque a chiudere in rialzo dello 0.13% dopo aver guadagnato fino allo 0.3% durante le prime fasi.

DAX – Il DAX ha aperto la giornata in calo, ma si è ripreso verso metà mattinata, trascorrendo gran parte della giornata appena oltre la linea di parità in un trading contrastato. Verso metà pomeriggio l’indice è scivolato prima di riprendersi e chiudere con un guadagno dello 0.36% grazie alla forza registrata oltreoceano a Wall Street.

Nikkei – Il Nikkei ha aperto in negativo in reazione alla forza registrata nella notte dallo yen e alla debolezza di Wall Street di lunedì. Dopo essere avanzato in un trading alquanto contrastato in mattinata, l’indice ha ceduto i guadagni maturati dopo la pausa pranzo, nonostante lo yen abbia iniziato ad indebolirsi nei confronti dell’USD. L’ulteriore indebolimento dello yen ha supportato il Nikkei durante l’ultima ora di contrattazioni, ma non a sufficienza per scongiurare la chiusura in ribasso dello 0.27%.


Azioni

Bank of America – Le azioni di Bank of America sono rimaste piatte martedì, con il titolo che rimane scambiato in prossimità del livello di $21, senza riuscire a portarsi oltre la resistenza presente. Se il titolo riuscirà a spingersi oltre tale livello, come crediamo, dovrebbe portarsi fino al prossimo livello di resistenza attorno a quota $27 ad azione. Questo dovrebbe lasciare il titolo ad un valore pari a circa la metà rispetto ai massimi di $54 del 2006, con un ampio margine di rialzo nel caso in cui i rendimenti USA dovessero continuare ad avanzare e il dollaro USA dovesse continuare a rafforzarsi.

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