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8 dicembre 2016

 

Orario (GMT) Valuta Evento Precedente Previsione
00:50 JPY Partite correnti 1.48T 1.57T
00:50 JPY PIL finale q/q 0.5% 0.6%
01:30 AUD Bilancia commerciale -1.23B -0.72B
In giornata CNY Bilancia commerciale 325B 307B
Tutto il giorno EUR Festività in Italia
13:45 EUR Tasso minimo di offerta 0.00% 0.00%
14:30 EUR Conferenza stampa BCE
14:30 USD Richieste di sussidi di disoccupazione 268K 272K

 

Analisi dei mercati globali

I mercati asiatici hanno chiuso in ampio rialzo mercoledì in reazione alla forza overnight dei mercati azionari globali. Lo S&P/ASX 200 australiano ha guidato la strada al rialzo, guadagnando lo 0.91% nonostante il fatto che il PIL australiano Q3 abbia riportato una perdita per la prima volta dal 2011. La debolezza dello yen ha supportato l’avanzata del Nikkei giapponese, che ha chiuso in positivo dello 0.47%. Lo Shanghai Composite cinese è avanzato nel pomeriggio, chiudendo in positivo dello 0.71%, mentre ad Hong Kong l’Hang Seng ha guadagnato lo 0.55%. Lo Straits Times di Singapore è avanzato dello 0.36% in chiusura, mentre il Kospi di Seul ha registrato un guadagno più modesto dello 0.10%. I mercati europei sono avanzati in seguito al rally dei bancari, registrando la terza seduta consecutiva di guadagni e attestandosi ad un massimo di oltre due mesi. Lo Stoxx Europe 600 ha chiuso in positivo dello 0.91%, con il DAX di Francoforte che è cresciuto dell’1.96% e il CAC 40 di Parigi che è avanzato dell’1.36%. Il FTSE di Londra ha registrato la migliore seduta in oltre tre mesi, attestandosi in positivo dell’1.81% a fronte del rialzo del comparto minerario. I mercati statunitensi hanno aperto in lieve ribasso mercoledì, dopo che le perdite del settore sanitario hanno pesato sul mercato più ampio. I principali indici si sono spinti in territorio positivo in tarda giornata, grazie al rally che ha portato lo S&P 500 e il Dow a chiudere ad un nuovo massimo record. In particolare, lo S&P 500 è cresciuto dell’1.32%, il Dow è avanzato dell’1.55% e il Nasdaq ha guadagnato l’1.14%.

 

FOREX

EUR – Mercoledì l’euro ha chiuso in ampio rialzo, dal momento che i trader sono stati ottimisti sulla moneta unica in previsione dell’incontro di politica monetaria della Banca centrale europea previsto per giovedì.

GBP – Mercoledì la sterlina si è indebolita ampiamente per la seconda seduta consecutiva a causa dei timori per la Brexit che rimangono ancora ad occupare la mente dei trader.

USD – Mercoledì l’USD si è per lo più indebolito, calando nei confronti dello yen e dell’euro, ma è avanzato nei confronti della sterlina, mentre i trader stanno iniziando a divenire cauti in previsione dell’incontro della prossima settimana della Federal Reserve e in risposta al calo dei rendimenti delle Treasury, che ha pesato sul verdone.

JPY – Mercoledì lo yen si è imposto nei confronti della sterlina e dell’USD, ma ha chiuso in calo sulla moneta unica.

TRY – Mercoledì la lira si è rafforzata ampiamente per la seconda seduta consecutiva dopo che i cittadini e le istituzioni turche hanno continuato a rispondere all’invito del Presidente Erdogan di proteggere la valuta cambiando i dollari in lire.

RUB – Il rublo si è imposto notevolmente e ampiamente verso la fine della giornata di mercoledì dopo che Mosca ha annunciato che Glencore e il fondo sovrano del Qatar hanno acquistato una partecipazione del 19.5% nella principale società petrolifera statale della Russia, Rosneft, per un valore di 10.5 miliardi di euro ($11.3 miliardi). L’accordo dovrebbe favorire un risanamento del bilancio della Russia dopo due anni di sanzioni dell’occidente e di calo dei prezzi del petrolio.  

 

Materie prime

Metalli – I metalli preziosi sono avanzati mercoledì in seguito alla debolezza del dollaro USA e al calo dei rendimenti delle Treasury in previsione dell’incontro di settimana prossima della Federal Reserve. I future dell’oro con consegna a febbraio sono cresciuti di $8.80, pari allo 0.8%, attestandosi a $1178.90 per oncia. L’argento con consegna a marzo è stato scambiato a $17.205 per oncia, in rialzo di $0.395, pari al 2.4%.

Petrolio – Il greggio è scivolato per la seconda giornata consecutiva e si è attestato sotto al livello di $50 al barile dopo che gli Stati Uniti hanno riportato un aumento dei livelli di benzina e altri distillati. Il greggio WTI con consegna a gennaio ha ceduto $1.16, pari al 2.3%, attestandosi a $49.77 al barile.

 

Indici

S&P500 – Lo S&P ha aperto in lieve ribasso, ma si è presto portato in positivo. L’indice ha continuato ad avanzare nel corso della giornata, conquistando momentum nel pomeriggio. Verso fine seduta la forza maturata ha spinto lo S&P a guadagnare l’1.32% ad un nuovo massimo di chiusura record in seguito alla forza dei vari settori, ad eccezione di quello sanitario.

DAX – Il DAX è stato scambiato al rialzo in seguito ai guadagni del settore bancario e minerario di mercoledì, chiudendo ai massimi di più di un anno. Dopo essere avanzato in apertura, l’indice ha continuato a crescere nel corso della giornata, chiudendo con un guadagno dell’1.96%, spingendo i mercati europei al rialzo.

Nikkei – Il Nikkei ha aperto in positivo grazie alla debolezza dello yen ed ha continuato a crescere fino a metà mattinata, prima di calare ai livelli di apertura appena prima di pranzo. Il rally è ripreso dopo la pausa pranzo, con il Nikkei che è avanzato stabilmente per l’intero pomeriggio e ha chiuso ai massimi intraday con un guadagno dello 0.47%.


Azioni

Amazon – Nonostante le azioni di Amazon siano rimbalzate dopo le elezioni presidenziali in un contesto generale di rialzo del mercato, il trend del titolo è stato per lo più ribassista da fine ottobre. Il pullback giunge dopo il rally di oltre il 60% dai minimi di febbraio, pertanto non è poi così male per il titolo. Il livello di $800 dovrebbe fornire resistenza quando il titolo tornerà a crescere, probabilmente fino a che non verranno pubblicati i dati sulle vendite festive, anche se l’azienda ha registrato un aumento dei profitti dalla divisione cloud che potrebbe più che compensare un’eventuale debolezza dalle vendite festive. Detto ciò, la stagione dello shopping festivo negli USA sembra andare piuttosto bene, pertanto riteniamo che Amazon ne beneficerà fortemente in questo primo trimestre del 2017 quando verranno pubblicati i dati sui ricavi dell’ultimo trimestre del 2016.

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