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20 gennaio 2017

Orario (GMT) Valuta Evento Precedente Previsione
01:00 USD Intervento della Presidente della Fed Yellen
02:00 CNY PIL q/y 6.7% 6.7%
02:00 CNY Produzione industriale y/y 6.2% 6.1%
02:00 CNY Conferenza stampa NBS
Giorno 4 TUTTE Forum economico mondiale
09:30 GBP Vendite al dettaglio m/m 0.2% -0.1%
13:30 CAD IPC m/m -0.4%
13:30 CAD Vendite al dettaglio core m/m 1.4%
In giornata USD Discorso del Presidente eletto Trump

Analisi dei mercati globali

I mercati asiatici sono stati contrastati e sostanzialmente invariati giovedì mentre gli investitori rimangono cauti in attesa dell’inaugurazione presidenziale USA di venerdì. Il Nikkei ha sovraperformato, avanzando dello 0.94%, in seguito alla debolezza registrata dallo yen nei confronti del dollaro USA. In Australia lo S&P/ASX 200 ha aperto in positivo, ma è poi scivolato nel corso della seduta, chiudendo con un modesto guadagno dello 0.24%. Lo Shanghai Composite cinese ha aperto in calo ed è poi avanzato durante la mattinata di trading, riportandosi ai livelli di parità, per poi scivolare nuovamente dopo la pausa pranzo e chiudere in calo dello 0.38%. Ad Hong Kong l’Hang Seng ha seguito l’indice cinese al ribasso, cedendo lo 0.21%. Il Kospi di Seul è avanzato dello 0.11% e a Singapore lo Straits Times è cresciuto dello 0.27% a livello giornaliero. In Europa i mercati sono scivolati ampiamente dopo che il presidente della BCE Mario Draghi ha fatto dichiarazioni dovish che non hanno supportato l’azionario. Lo Stoxx Europe 600 ha chiuso la seduta in perdita dello 0.06%, con il DAX di Francoforte che è scivolato dello 0.02% e il CAC 40 di Parigi che ha ceduto lo 0.25%. A Londra il FTSE ha ceduto lo 0.54%, trascinato al ribasso dai costruttori dopo che i dati hanno evidenziato che la crescita dei prezzi delle abitazioni nel Regno Unito è rallentata a dicembre. I mercati USA sono stati scambiati lateralmente oltre i livelli di parità per gran parte della giornata, ma sono poi calati dopo che la presidente della Fed Janet Yellen è intervenuta, confermando che la Fed è pronta ad alzare i tassi di interesse USA diverse volte nel 2017. In chiusura lo S&P 500 è scivolato dello 0.36%, il Dow ha ceduto lo 0.37% e il Nasdaq ha riportato una perdita dello 0.28%.

FOREX

EUR – Giovedì l’euro si è rafforzato nei confronti dello yen e dell’USD, arretrando nei confronti della sterlina dopo le dichiarazioni del presidente della BCE Mario Draghi in cui si è mostrato dovish sul futuro della politica monetaria futura nell’area euro per il 2017.

GBP – Giovedì la sterlina si è ripresa, avanzando ampiamente nei confronti delle sue controvalute.

USD – L’USD ha evidenziato segni di forza dopo il discorso della presidente della Fed Yellen, ma ha chiuso la giornata in ribasso nei confronti dell’euro e della sterlina, e in ripresa contro lo yen.

JPY – Lo yen è scivolato ampiamente per la seconda seduta consecutiva dopo che la domanda rifugio è andata diminuendo sui mercati valutari.

TRY – Nonostante le autorità turche continuino ad asserire che il calo della lira sia dovuto a manipolazioni sui mercati valutari, questo non ha arrestato il crollo della sterlina, che ha ceduto ampiamente terreno nei confronti delle valute maggiori.

RUB – Giovedì il rublo ha chiuso la seduta in ampio ribasso, cedendo gran parte dei guadagni registrati durante la seduta precedente.

Materie prime

Metalli – I metalli preziosi sono scivolati giovedì dopo che il dollaro USA è avanzato in seguito all’intervento hawkish della presidente della Fed Janet Yellen. L’oro con consegna a febbraio è scivolato di $10.60, pari allo 0.9%, attestandosi a $1201.50 per oncia. L’argento con consegna a marzo è scivolato di $0.272, pari all’1.6%, chiudendo a $17.002 per oncia.

Petrolio – I trader del greggio hanno dato poco conto all’aumento delle scorte di petrolio greggio negli USA dopo che i paesi dell’OPEC hanno confermato di aver iniziato a tagliare la produzione e che considereranno ulteriori tagli alla produzione nel corso dell’anno, se necessario. Il greggio WTI con consegna a febbraio si è attestato in rialzo di $0.29, pari allo 0.6%, a quota $51.37 al barile.

Indici

S&P500 – Lo S&P ha aperto in positivo, ma si è trovato presto in territorio negativo, dove è rimasto scambiato ad un passo dai livelli di parità per gran parte della giornata, prima di essere colpito da ulteriori cali nel pomeriggio quando la presidente della Fed ha rivelato una posizione hawkish. In chiusura lo S&P si è attestato in prossimità dei minimi intraday a -0.37%, con le maggiori perdite che sono giunte dai settori più sensibili ai tassi di interesse, come quello degli immobili e dei servizi pubblici.

DAX – Il DAX è rimbalzato da una parte all’altra della linea di parità giovedì mattina, mentre gli investitori attendevano il discorso del presidente della BCE Mario Draghi. Quando i trader hanno appreso la posizione dovish di Draghi, il mercato è inizialmente avanzato, ma ha poi ceduto i guadagni in ragione della cautela dei trader europei. Il DAX ha chiuso attorno ai livelli iniziali, chiudendo con una perdita dello 0.02%.

Nikkei – Il Nikkei è schizzato al rialzo in apertura in reazione al nuovo calo dello yen nei confronti del dollaro americano. La continua debolezza dello yen durante la seduta ha portato il Nikkei a mantenersi in prossimità dei massimi intraday, con l’indice che ha sovraperformato la regione asiatica ed ha chiuso in rialzo dello 0.94%.


Azioni

Yahoo Inc. – Questa società di information technology su internet ha visto giorni migliori, ma il titolo si è ripreso piuttosto bene di recente e si è portato verso ai massimi del 2014 e del 2005. La società pubblicherà i dati sugli utili lunedì prossimo e si prevede che possa superare le stime degli analisti grazie alla ristrutturazione e alla vendita di $4.83 miliardi di attività strategiche a Verizon. Questa scelta dovrebbe migliorare la struttura dei costi di Yahoo, consentendo all’azienda di concentrarsi maggiormente sul segmento remunerativo della pubblicità su mobile. Di recente il prezzo è rimbalzato tra $41 e $43 per azione, ma se i dati trimestrali dovessero risultare migliori delle attese, il titolo potrebbe testare i massimi del 2014 attorno alla resistenza di $51. Viceversa, risultati deludenti potrebbero spingere il titolo al minimo del 2015 di $29 per azione, testando tale livello alla ricerca di supporto.

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