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Calendario Economico

Il calendario economico è una delle risorse più efficaci a disposizione di chi opera in opzioni binarie. Consente agli investitori di individuare gli eventi che movimentano il mercato, in grado di influenzare l’andamento di azioni, indici, materie prime o coppie di valute estere.

 

Utilizza il nostro calendario economico per rimanere aggiornato e conoscere la data e l’ora dell’evento in grado di generare utili.

Report sul mercato globale

I report sul mercato globale permettono di analizzare lo stato globale di valute straniere, materie prime, indici e azioni. Questi report sono un’altra risorsa efficace da utilizzare per scegliere l’asset da scambiare e il momento giusto per farlo.

Scritto ogni giorno prima che i mercati aperti, le opzioni binarie quotidiano vi offre uno sguardo all’interno di come i mercati – e attività – si comportano; Inoltre, i principali eventi economici che si verificano ogni giorno vi permettono di focalizzare la vostra strategia su attività più probabilità di essere colpiti dalla notizia.

2-12-16

04 Dec 2016

2 dicembre 2016
Orario (GMT) Valuta Evento Precedente Previsione
01:30 AUD Vendite al dettaglio m/m 0.6% 0.3%
10:30 GBP PMI costruzioni 52.6 52.3
14:30 CAD Variazione occupazionale 43.9K 0.1K
14:30 CAD Tasso di disoccupazione 7.0% 7.0%
14:30 USD Guadagni orari medi m/m 0.4% 0.2%
14:30 USD Variazione occupazionale extra agricola 161K 165K
14:30 USD Tasso di disoccupazione 4.9% 4.9%

Analisi dei mercati globali

Giovedì i mercati asiatici sono avanzati ampiamente in reazione al rialzo registrato nella notte dei prezzi del greggio, oltre che i dati manifatturieri migliori delle attese per il mese di novembre. Il Nikkei giapponese ha sovraperformato la regione, avanzando dell’1.12%, supportato dall’ulteriore indebolimento dello yen. Lo S&P/ASX 200 australiano è cresciuto fortemente, guadagnando l’1.10% a livello giornaliero dopo i vantaggi di alzare i prezzi delle materie prime. Lo Shanghai Composite cinese è avanzato dello 0.72% dopo che il PMI manifatturiero di novembre è avanzato, sorpassando le aspettative, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha chiuso in rialzo dello 0.39%. I guadagni di Seul sono stati più contenuti, con il Kospi che è avanzato solamente dello 0.01%, mentre lo Straits Times di Singapore è cresciuto dello 0.81% a livello giornaliero. I mercati europei sono calati dopo che gli investitori hanno deciso di rimanere cauti in previsione del referendum italiano di domenica. Lo Stoxx Europe 600 ha chiuso in ribasso dello 0.33%, il DAX di Francoforte è calato dell’1.00% e il CAC 40 di Parigi è scivolato dello 0.33%, con il DAX di Francoforte che è calato dell’1.00% e il CAC 40 di Parigi che è scivolato dello 0.39%. Il FTSE di Londra è scivolato dello 0.45%, con i timori sull’inflazione britannica e la forza della sterlina che hanno inciso sulla performance. I mercati USA sono stati contrastati in chiusura, con i guadagni del settore energetico e finanziario che hanno supportato l’avanzata del Dow ad un nuovo massimo di chiusura record, mentre la continua debolezza del settore tecnologico e delle biotecnologie ha portato il Nasdaq a calare fortemente per la seconda giornata consecutiva. Lo S&P 500 è scivolato dello 0.35%, il Dow è cresciuto dello 0.36% e il Nasdaq è scivolato dell’1.36%.

FOREX

EUR – Giovedì l’euro si è rafforzato in modo deciso nei confronti dell’USD e JPY, recuperando le perdite e chiudendo invariato nei confronti della sterlina dopo che la disoccupazione dell’area euro è scivolata inaspettatamente al 9.8%.

GBP – La sterlina è avanzata durante le prime fasi della seduta, per poi cedere i guadagni e chiudere invariata nei confronti dell’euro e dello yen, riuscendo però ad avanzare nei confronti dell’USD.

USD – Giovedì l’USD è calato dopo che i trader hanno optato per prendere nuovamente i profitti dopo il forte rally di novembre.

JPY – Giovedì lo yen è stato contrastato, in ripresa sull’USD, invariato sulla sterlina e in calo sull’euro.

TRY – Giovedì la lira è scivolata ampiamente, raggiungendo minimi record nei confronti dell’USD ed EUR dopo che i trader hanno preso coscienza che la Banca centrale turca rimane contraria ad ulteriori interventi volti ad arrestare il calo della moneta nazionale.

RUB – Nonostante i forti guadagni del greggio di giovedì, il rublo ha chiuso la seduta sostanzialmente invariato nei confronti delle sue controvalute, dopo aver ceduto i guadagni iniziali in tarda seduta.

Materie prime

Metalli – Grazie ai mercati esterni rialzisti di giovedì, i metalli preziosi sono stati contrastati, anche se la postura tecnica per i metalli rimane fortemente rialzista, con l’oro che ha toccato un nuovo minimo di dieci mesi. L’oro con consegna a febbraio è scivolato di $4.50 per oncia a $1169.40. L’argento con consegna a marzo è avanzato di $0.043 a $16.525 per oncia.

Petrolio – Il greggio è avanzato per la seconda seduta consecutiva, toccando un minimo di sei settimane mentre i trader rimangono positivi per il taglio di produzione prospettato dall’OPEC. Il greggio WTI con consegna a gennaio è avanzato di $1.62, pari al 3.3%, attestandosi a $51.06 al barile.

Indici

S&P500 – Dopo l’apertura al rialzo e il rimbalzo attorno alla linea di parità per l’intera mattinata, lo S&P è crollato attorno a mezzogiorno, entrando in territorio negativo. Il pomeriggio ha visto ulteriori ribassi per una chiusura ai minimi intraday di 0.35% a causa della sottoperformance del settore tecnologico, immobiliare e dei servizi pubblici che hanno annullato i guadagni del comparto energetico e finanziario.

DAX – Il DAX ha aperto attorno ai livelli di parità, ma ha presto iniziato a scivolare rapidamente per il resto del giorno. L’indice è così scivolato in un trading contrastato mentre gli investitori hanno espresso la propria preoccupazione per il referendum italiano di domenica. Il DAX ha chiuso in ribasso dell’1.00%, sottoperformando la regione.

Nikkei – Il Nikkei è avanzato fortemente in mattinata in reazione al forte calo dello yen e al rialzo dei prezzi del greggio registrato nella notte. Dopo aver raggiunto un guadagno del 2.3% prima della pausa pranzo, l’indice è calato nel pomeriggio in seguito alla presa di profitti e alla forza dello yen durante la seduta asiatica. Nonostante il pullback visto nel pomeriggio, il Nikkei ha chiuso ai massimi del 2016, avanzando dell’1.12%, sovraperformando la regione asiatica a livello giornaliero.


Azioni

Apple – Le azioni del leader del tech sono calate giovedì per la seconda giornata consecutiva dopo che l’intero settore è rimasto sotto pressione. In seguito al calo post-elezioni americane, il settore ha registrato una breve ripresa, ma il trend ribassista è ripreso dopo che gli investitori sembrano ritenere che la presidenza Trump possa non essere positiva per il settore tecnologico. Il titolo ha chiuso la giornata di giovedì a $109.49 ad azione, ma il supporto reale di breve periodo è a quota $105, pertanto potremmo assistere a nuovi ribassi. Nel più lungo termine riteniamo che il trend del titolo sia ribassista, pertanto un calo nelle prossime settimane per testare il più forte supporto a quota $90 non sorprenderebbe. Una violazione al ribasso di tale livello potrebbe essere estremamente negativa per il titolo, in quanto il prossimo livello di supporto reale si colloca a quota $60, che aprirebbe a un trend ribassista esteso per l’azionario.

 

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01-12-2016

01 Dec 2016

1 dicembre 2016

 

Orario (GMT) Valuta Evento Precedente Previsione
00:50 JPY Spesa capitale q/y 3.1% -0.4%
01:30 AUD Spesa capitale privata q/q -5.4% -2.8%
01:30 JPY PMI manifatturiero finale 51.1 51.1
02:00 CNY PMI manifatturiero 51.2 51.0
02:00 CNY PMI non manifatturiero 54.0
02:45 CNY PMI manifatturiero Caixin 51.2 50.9
10:00 EUR PMI manifatturiero finale 53.7 53.7
10:30 GBP PMI manifatturiero 54.3 54.4
14:30 USD Richieste di sussidi di disoccupazione 251K 252K
16:00 USD PMI manifatturiero ISM 51.9 52.1

 

Analisi dei mercati globali

I mercati asiatici sono stati contrastati in chiusura, dopo aver aperto in positivo in reazione alla forza registrata nella notte a Wall Street, ma hanno risentito del calo dei prezzi delle materie prime e delle preoccupazioni per l’andamento futuro dei prezzi del greggio. L’azionario cinese ha subito particolari pressioni dal calo dei prezzi delle materie prime e dalla forza dello yuan, con lo Shanghai Composite che ha chiuso la giornata in ribasso dell’1.00%, sottoperformando la regione. Ad Hong Kong, l’Hang Seng è rimasto forte, guadagnando lo 0.23% grazie all’entusiasmo per il lancio a dicembre del collegamento tra la borsa di Shenzhen e di Hong Kong. L’azionario australiano è calato in reazione alla debolezza delle materie prime e del greggio, chiudendo la giornata con una perdita dello 0.31%. Il Nikkei giapponese ha registrato una seduta contrastata, chiudendo sostanzialmente ai livelli iniziali a +0.01%. A Singapore lo Straits Times ha sovraperformato la regione asiatica, avanzando dello 0.86%, mentre il Kospi di Seul ha chiuso in positivo dello 0.26%. I mercati europei hanno chiuso in ampio rialzo, con i guadagni del comparto energetico che hanno contribuito positivamente alla performance, dopo che l’OPEC ha annunciato un taglio della produzione di 1.2 milioni di barili al giorno. Lo Stoxx Europe 600 ha chiuso a +0.31%, con il DAX di Francoforte che è cresciuto dello 0.19% e il CAC 40 di Parigi che è avanzato dello 0.59%. Anche il FTSE di Londra è avanzato dello 0.17% grazie al rally del comparto energetico, anche se il calo di Royal Bank of Scotland, che ha fallito gli stress test bancari, ha pesato sulla performance. Gli investitori americani non hanno risentito del rally del greggio, con i principali indici che hanno chiuso in ampio ribasso dopo che l’USD ha ripreso ad avanzare. Lo S&P 500 ha così chiuso in ribasso dello 0.26%, il Dow è rimasto piatto con un lieve rialzo dello 0.01% e il Nasdaq è calato dell’1.05% in seguito alla debolezza estrema del settore tecnologico.

 

FOREX

EUR – Mercoledì l’euro è calato nei confronti dell’USD e GBP, dal momento che l’inflazione dell’area euro è cresciuta ai massimi del 2014, ma rimane comunque ben sotto al target del 2% definito dalla BCE. Nei confronti dello yen, l’euro si è rafforzato significativamente, dal momento che i trader hanno scaricato gli asset rifugio.

GBP – Mercoledì la sterlina è avanzata nei confronti dello yen e più modestamente nei confronti dell’USD, ma è scivolata sull’euro.

USD – Mercoledì l’USD è tornato ad essere caratterizzato da una certa forza a fronte delle vendite che hanno interessato le Treasury. Alla fine della seduta l’USD si è rafforzato nei confronti dello yen e dell’euro, ma è calato modestamente nei confronti della sterlina.

JPY – Mercoledì lo yen è calato fortemente nei confronti delle sue controvalute, dal momento che il rally del greggio ha portato ad un aumento della propensione al rischio e un conseguente abbandono degli asset rifugio come lo yen da parte dei trader.

TRY – Mercoledì la lira si è per lo più indebolita, calando nei confronti di tutte le maggiori valute, ad eccezione dello yen, contro cui la moneta turca si imposta.

RUB – Il rialzo del greggio di mercoledì ha trainato il rublo, che si è andato ad imporre ampiamente nei confronti delle sue controvalute.

 

Materie prime

Metalli – Mercoledì i metalli preziosi sono scivolati ulteriormente, con i trader che si sono portati verso asset di rischio dopo la decisione dell’OPEC di tagliare la produzione. L’oro con consegna a febbraio è scivolato di $16.90, pari all’1.4%, attestandosi a $1173.90, a fronte di una perdita mensile del 7.9%. L’argento con consegna a marzo è calato di $0.25, pari all’1.5%, attestandosi a $16.48 per oncia per una perdita mensile del 7.6%.

Petrolio – Mercoledì il greggio è avanzato, registrando il miglior guadagno percentuale giornaliero da febbraio e toccando un massimo di cinque settimane ad un passo dai $50 al barile dopo che l’OPEC ha annunciato che avrebbe tagliato la produzione di 1.2 milioni di barili al giorno. Questo è stato il primo taglio alla produzione dell’OPEC degli ultimi otto anni, con il rally del greggio supportato dai paesi non OPEC, che hanno accettato di tagliare la produzione di 600.000 barili al giorno. Il greggio WTI con consegna a gennaio è avanzato di $4.21, pari al 9.3% alla notizia, attestandosi a $49.44 al barile.

 

Indici

S&P500 – Lo S&P ha aperto al rialzo, ma è scivolato stabilmente per tutta la giornata in reazione al rafforzamento dell’USD. In chiusura l’indice era ancora in negativo dopo il tentativo fallito di avanzare durante l’ultima ora di contrattazioni. Lo S&P 500 ha così chiuso la giornata in ribasso dello 0.27% a fronte di un ampio calo della borsa americana.

DAX – Il DAX è avanzato in apertura e dopo aver ceduto parte dei guadagni iniziali, si è attestato in un intervallo di trading piuttosto ristretto a livello giornaliero. In chiusura l’indice è avanzato dello 0.19%, in un contesto segnato dal taglio della produzione dell’OPEC e di aumento dell’inflazione nell’UE.

Nikkei – Il Nikkei ha aperto in solido rialzo, ma il mercato è poi divenuto contrastato. L’indice giapponese è stato scambiato con fare altalenante, per lo più rimbalzando dalla linea di parità prima di chiudere a +0.01%.


Azioni

Exxon Mobil Corporation – Questo produttore integrato di petrolio e gas è stato supportato mercoledì dal forte rally dei prezzi del greggio, che fanno seguito alla decisione dell’OPEC di tagliare la produzione di 1.2 milioni di barili e introdurre un tetto giornaliero di 32.4 milioni di barili. Il titolo è avanzato dell’1.63%, chiudendo a $87.30 per azione, che colloca il titolo sotto alla resistenza di $89 che sbarra la strada al rialzo del titolo Exxon da inizio agosto nonostante il rialzo del greggio. Bisognerà attendere di vedere se il taglio alla produzione dell’OPEC sarà sufficiente per supportare una violazione di tale resistenza che, come da noi previsto, spianerebbe la strada fino alla prossima resistenza solida a $95 per azione.

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